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Il fatto non sussiste. Con questa motivazione, i giudici del Tribunale militare di Napoli, in composizione collegiale, hanno assolto un finanziere di 39 anni originario di Eboli ed in forza al gruppo aeronavale di Messina, dall’accusa di tentata truffa militare nei confronti dell’amministrazione.
Il militare, residente nella Valle del Sele, assistito dagli avvocati Pietro Fasano e Bruno Larosa, era accusato dall’amministrazione militare di aver truffato lo Stato facendo passare un incidente stradale per un infortunio sul lavoro, ha dovuto affrontare un processo dinanzi al tribunale militare durato circa cinque anni. Al centro del processo, la richiesta presso l’amministrazione militare dove prestava servizio da parte del 39enne, di aver chiesto indebite spettanze risarcitorie-compensative per un presunto danno subito in servizio per un incidente sul lavoro avvenuto nel luglio 2014. Fatto accaduto a Messina il militare salernitano si recò presso il pronto soccorso dell’ospedale siciliano dichiarando di essere stato coinvolto in un incidente stradale e riportando un trauma distorsivo a piede e caviglia, così come poi refertato anche in un certificato medico dell’Asl di Salerno, salvo di lì a poco ricorrere nuovamente alle cure dei sanitari dell’ospedale siciliano dove gli fu diagnosticato e refertato un trauma contusivo alla caviglia sinistra, episodio quest’ultimo, nel quale il militare dichiarò di esseri ferito in seguito ad un incidente sul lavoro a bordo del guardacoste ormeggiato presso la stazione navale della Guardia di Finanza a Messina. Presunto infortunio sul lavoro per il quale, il finanziere salernitano aveva avanzato richiesta di risarcimento danni e riconoscimento di una causa di servizio, ma sulle cui dichiarazioni, l’amministrazione lo denunciò alla Procura Militare con l’accusa di tentata per truffa. Accusa decaduta nelle scorse ore, con la sentenza dei giudici del Tribunale militare che sentiti i periti, i consulenti, le parti coinvolte, hanno accolto la richiesta avanzata dai difensori del militare, decretando l’assoluzione.