Nel reparto di rianimazione dell’azienda ospedaliera San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona si sono ridotte al lumicino le speranze ed è stato avviato l’accertamento della morte cerebrale per Pietro S., il 15enne, ritrovato in una pozza di sangue a pochi passi dalla sua abitazione in via Cupone, nella tarda serata di lunedì. Una veglia di preghiera, guidate dal parroco Don Mimmo De Vita, invoca un miracolo per il ragazzo, studente del liceo Piranesi e promettente calciatore. La procedura di accertamento della morte cerebrale è stata comunicata anche alla procura di Salerno che indaga per ricostruire, attraverso il lavoro dei carabinieri della compagnia di Agropoli guidati dal comandante Colella, il contesto, i momenti in cui è maturata la vicenda che ha portato in coma l’adolescente.
Non c’è stato alcun pestaggio confermano anche questa mattina i carabinieri che hanno sequestrato il telefonino dello studente, definito dalla famiglia un ragazzo solare, adorabile e giocoso e voluto bene da tutti. Si cercano anche nella chat degli amici tracce, frasi, elementi utili a capire qualcosa di più. Le parole della famiglia, affidate al legale Carmine Sparano, servono anche ad allontanare un’altra delle ipotesi che si era diffusa con forza subito dopo il ritrovamento di Pietro, ovvero che potesse essersi trattato anche di un gesto estremo. I carabinieri indagano a 360°.