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Per la Campania, adesso, sono dazi amari. Il Pd campano fa due conti, dopo la stretta di Trump. E annuncia conseguenze gravi sull’economia locale. “Nel 2024 la Campania ha esportato 1,9 miliardi di euro di prodotti verso gli Stati Uniti” spiega la nota del partito. Ma ora “con i dazi al 20% voluti da Trump, il conto rischia di essere salatissimo”. I dazi voluti dal presidente Usa sono scattati alle 00:01 americane (le 6:01 in Italia) sulle auto e sui camion leggeri di fabbricazione estera. I pezzi di ricambio per automobili saranno colpiti entro il 3 maggio, secondo un avviso del Federal Register.

Stando ai dem della Campania, i contraccolpi potrebbero essere i seguenti: -67,6% sull’export di auto; -34% per l’alimentare trasformato; -25% sulle macchine industriali. Tradotto in posti di lavoro: a rischio ne sono 3.252 (dati Svimez). E ancora: fino a 800 milioni di euro di perdite per il Mezzogiorno. “A essere colpiti – sostiene il Partito Democratico – sono i settori più vitali dell’economia campana: automotive, agroalimentare, aerospazio, farmaceutico”.

Cosa fare, dunque? “Non basta indignarsi, serve una risposta forte” afferma il Pd. Nella doppia veste di commissario regionale e responsabile Economia del Pd, Antonio Misiani dice: “Stare fermi, per l’Europa, non è un’opzione praticabile”. Pertanto “bisogna reagire: con una voce unica europea, con la schiena dritta, in modo mirato e proporzionato con un obiettivo preciso: costringere Trump a negoziare”. Certo, l’impresa è ardua. “La sfida di fondo – aggiunge Misiani – è ripensare il nostro modello di sviluppo […]: puntare sul mercato interno, aumentare i salari, redistribuire i redditi, attivare investimenti pubblici e privati”. Per il commissario campano “non sarà facile. Ma è un percorso obbligato”.