“Il fenomeno del disagio, della delinquenza giovanile non riguarda solo le seconde generazioni di immigrati ma anche una significativa componente di popolazione giovanile autoctona nazionale, specie al sud”. L’analisi è del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi arrivato a Venezia con il capo della Polizia, Vittorio Pisani, per firmare un protocollo per la sicurezza con il presidente del Veneto, Luca Zaia. “Credo – ha aggiunto – che questo fenomeno molto insidioso, molto complesso, deve mettere insieme varie realtà. Spesso ci si confronta anche politicamente e ci si chiede se deve prevalere l’azione di contrasto o l’approccio sociologico, perché penso che le due cose vadano insieme. Noi l’abbiamo fatto ad esempio a Caivano, dove abbiamo sperimentato e adesso riproponiamo su tutto il territorio nazionale proprio entrambe le cose: quindi azioni forti di contrasto dei fenomeni che poi diventano delinquenziali, richiamandone anche la responsabilità dei giovani, ma nello stesso tempo proposizione a questi ultimi di riferimenti valoriali, le palestre della legalità come il gruppo delle Fiamme oro, che per esempio a Caivano e non solo offrono la possibilità di fare sport e di vivere – ha concluso – in un ambiente noto di comunità con valori positivi”.
Piantedosi: “Delinquenza giovanile anche tra italiani”

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