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Nella serata di ieri Pietro L. 53enne della provincia di Caserta si è tolto la vita nel carcere di Secondigliano. Dall’inizio dell’anno in Italia sono già 27 i suicidi tra le persone private della libertà personale, 457 i tentativi di suicidio. In Campania è il terzo suicidio, dopo i due che ci sono stati nel carcere di Poggioreale.

A dare la notizia è il garante campano delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale Samuele Ciambriello“Ogni 3 giorni muore una persona in carcere. Non c’è una sola motivazione che porta al suicidio ma ci sono più concause, credo che il gesto di Pietro non sia dato da un’unica causa. Non parliamo di una logica lineare causa-effetto ma di un sistema complesso. I suicidi in carcere sono un tema scabroso e cruciale. Il tema carcere non può essere ristretto a pochi o connotato ideologicamente, ma riportato sull’utilità della pena. Ci deve essere un’effettiva presa in carico delle persone con professionisti dell’ascolto (assistenti sociali, psicologi, psichiatri), non con soluzioni temporanee e provvisorie. Occorre restringere la platea dei detenuti presenti in carcere per meglio accudirli. Bisogna essere rispettosi di un dolore che prende i familiari e la stessa comunità penitenziaria. Bisogna riconoscere la dignità in quanto persona al di là del reato commesso.”