Bradisismo, l’assessore Edoardo Cosenza è sicuro: “Non ci aspettiamo grandi danni su Napoli”. La sua è un’informativa, letta in consiglio comunale. Un punto della situazione. Sono giorni d’ansia, per l’ultimo sciame sismico. Alle paure collettive, l’assessore alle Infrastrutture risponde tranquillizzando. A tratti parla più da professore di ingegneria che da politico. Tanto per cominciare, scaccia lo spettro eruzione: “Siamo lontanissimi da uno scenario tipo Monte Nuovo, di 500 anni fa, l’ultima nota”. E comunque anche quella fu “un’eruzioncina”. Il verdetto degli esperti: “Oggi non c’è risalita di lava, ma sono gas”. Sta citando i risultati di uno studio, effettuato dalla task force della Federico II. “Io e il sindaco l’abbiamo commissionato, anzi suggerito al rettore” dice sornione. “I terremoti sono generati dalle faglie – spiega in tono cattedratico-, la cosa più sfavorevole è che si rompa la faglia più grande che c’è”. E se succede? A detta di Cosenza è “un evento improbabile, il massimo che può avvenire è un 4.4 di magnitudo”. Un soglia che suona già familiare. Ci “siamo andati anche già vicini” conferma lui.
C’è poi l’ipotesi della “magnitudo 5.1, è un caso catastrofico in cui si rompono tutte le faglie assieme“. Anche qui è un déjà vu. Chiaramente a livello teorico. Infatti, la mente corre a 3 giorni fa. Alle parole di Fabio Ciciliano, capo della protezione civile. I palazzi che cadono, i morti da contare con magnitudo 5. “Ma è difficile da immaginare” precisa l’assessore. Il punto però è un altro, per i professori di Palazzo San Giacomo. Manfredi e Cosenza sono docenti di ingegneria, come si sa. E per “gli ingegneri l’unica cosa a contare è l’accelerazione”. Se è bassa, “è impossibile il danno”. Da qui nasce la calma dell’amministrazione comunale. “Le grandi accelerazioni possibili per i grandi eventi – sostiene Cosenza – a Napoli non possono arrivare, non siamo nella zona dove avvengono queste rotture. Siamo al massimo al confine“. E questo fenomeno “ha un’attenuazione molto rapida., anche per la natura del suolo vulcanico: a 3 km gli effetti sono già bassi”.
Insomma: il bradisismo dei Campi Flegrei è alle porte della città, ma per l’assessore lì si fermerebbe. “Ho letto – esemplifica – della caduta di calcinacci in via Kerbaker, ma lì non possono cadere per il bradisismo, sono caduti per altra ragione”. L’invito è a non mischiare “le carte perché altrimenti facciamo credere che al Vomero può esserci un danno signficativo, non è possibile”. L’accelerazione, dunque. Nella notte tra domenica 16 e lunedì 17 febbraio, si è avuta la seconda scossa forte in poche ore (3.9). “Abbiamo raggiunto la massima accelerazione da quando è iniziato il bradisismo” assicura l’assessore-professore. Evoca anche gli “edifici sentinella” nel territorio comunale, da cui misurare questa grandezza vettoriale. E rapportarla ai danni subiti. “Il controllo è totale” ripete Cosenza. Il suo mantra è rasserenare. “Napoli – aggiunge l’assessore – ha tutti i piani di protezione civile, abbiamo approvato in quest’aula sia il piano di allontanamento per i Campi Flegrei sia per il rischio Vesuvio”. Chissà se ora tutti si sentiranno più tranquilli.
(Foto frame Comune di Napoli – Youtube)