Progetto box interrati in piazzetta Durante, scatta l’interrogazione in consiglio comunale a Napoli. Tutti i dubbi e gli interrogativi del consigliere Rosario Andreozzi (Sinistra Italiana) sono condensati nell’atto, rivolto all’assessore Edoardo Cosenza. C’è già l’ok al progetto: 64 posti auto su 4 piani, da realizzare nel sottosuolo pubblico al Vomero. Da alcune settimane, tuttavia, si sta coagulando un’opposizione all’opera futura. C’è una raccolta da centinaia di firme tra residenti preoccupati, promossa dalla rete sociale No Box – Diritto alla città. E martedì scorso è arrivato il no della municipalità 5, espresso da un ordine del giorno (non vincolante), approvato all’unanimità dal consiglio. “Come intende procedere?” chiede Andreozzi a Cosenza. Ma pure se voglia considerare le rimostranze dei cittadini contrari e “il parere negativo” del consiglio municipale.
Andreozzi elenca una serie di perplessità. Anzitutto, esamina il capitolo viabilità. Un tema sempre lacerante nell’area collinare. Ricorda, ad esempio, il dispositivo di piazza degli Artisti. Un’ordinanza della municipalità ha “inteso istituire” una “vera e propria ‘area pedonale'”. “Impropriamente” secondo Andreozzi, tra gli oppositori alla decisione. Secondo il consigliere, la modifica “come conseguenza ha avuto l’effetto di dirottare gli ingenti flussi di traffico proveniente dall’Arenella e dal centro storico, direzione Piazza Vanvitelli, verso l’asse viario che comprende via Settimio Severo Caruso e via Kerbaker”. In combinazione con il cantiere di piazzetta Durante, per Andreozzi ci sarebbe “il concreto pericolo di un totale congestionamento della circolazione sul territorio lungo tutta la durata dei lavori”. Questo, siccome il flusso veicolare in piazzetta Durante “confluisce da via Kerbaker, via Donadio e via Sacchini”. Ed il progetto “prevede l’accesso veicolare al parcheggio da via Sacchini mentre l’uscita da via Kerbaker”. Il traffico al Vomero è sempre materia delicata, insomma. E gli ingorghi una realtà quotidiana. Ma non è solo quello. Andreozzi infatti evoca altri timori. Sono relativi ai “recenti episodi di crolli stradali verificati in via Morghen, via Solimena, viale Michelangelo e in via Scarlatti“. Le voragini “fanno tenere in considerazione la necessità di provvedere, in via preventiva e sicuramente prima di effettuare procedure complesse, ad un’accurata ricognizione del sottosuolo e dei tratti fognari”. Dall’assessore alle Infrastrutture si invocano risposte in tal senso. Ossia se pensi di “predisporre ulteriori e più approfondite procedure per indagare e fronteggiare fenomeni erosivi e di deterioramento del sottosuolo“. Eventualità “che potrebbero interessare l’area sottoposta ai lavori“.
Oltre a ciò, si tira in ballo l’economia del quartiere. In piazzetta Durante, “prossima al mercato rionale di via Solimena”, insistono “molte attività commerciali che avrebbero gravi conseguenze dalla cantierizzazione”. Andreozzi non tralascia neppure una questione politica. Giudica l’opera “altamente invasiva“, e peraltro ad “esclusivo vantaggio” di “pochi cittadini”, beneficiari “per un periodo di 99 anni, di un posto auto, grazie a un vincolo di pertinenzialità”. Ad autorizzarla fu un decreto del 30 giugno 2010, firmato dall’allora sindaco Rosa Russo Iervolino. Scelta però adottata non come primo cittadino, ma in veste di commissario ai parcheggi, delegato dal governo. L’affidamento è quindi legittimo, ma i detrattori sottolineano il trascorrere del tempo. Ne è passata di acqua sotto i ponti, in 15 anni. E nel frattempo, sono riesplose alcune emergenze. Per questo Andreozzi chiede all’assessore se “la realizzazione del parcheggio interrato” risulti “adeguata e compatibile alle misure di protezione civile e ai piani di evacuazione”, approvati di recente per il bradisismo. Paventano inoltre “l’ennesimo rischio di una cementificazione del territorio” Rino Nasti e Luca Bonetti, consiglieri municipali di Europa Verde. “Il territorio è vulnerabile – affermano -, non c’è giorno che non si apre la voragine, ma questo non riesce a dissuadere gli interessi di chi, consapevole della forte valenza della rendita immobiliare nel quartiere collinare, continua a sostenere progetti che erano stati accantonati da oltre 15 anni”. Nasti e Bonetti auspicano una replica all’interrogazione in tempi brevi. Un riscontro che tenga conto del voto alla Municipalità 5.