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Dopo un girone di andata da stropicciarsi gli occhi, sta assumendo quasi i contorni dell’incubo la stagione giallorossa che ha avuto il suo apice l’8 dicembre 2024 con il blitz di Trapani che aveva portato la Strega, sempre ben salda in vetta fino quella gara, addirittura a +6 sul Cerignola, qualcosa che fa rabbrividire confrontando quella classifica con l’attuale. Il dato è ancora più inquietante se viene preso come parametro di riferimento la capolista Avellino, capace di fare 25 punti in più dei sanniti negli ultimi 16 turni. Numeri da brividi che vedono il Benevento 12esimo nel ritorno con appena 15 lunghezze avendo fatto meglio solo di Foggia (12), Trapani (12), Latina (12), Casertana (9), Messina (9) e Sorrento (7), con le ultime quattro di questa graduatoria tutte capaci di strappare un pareggio alla compagine giallorossa.

Il cammino della Strega, poi, assume i contorni da film horror se circoscritto alle ultime 12 giornate dove il Benevento ha pareggiato in 9 occasioni e perso 3 gare, un cammino senza alcun dubbio da retrocessione diretta. Auteri, richiamato in fretta e furia dopo la a dir poco fallimentare gestione di Pazienza, sta provando in tutti i modi a rimettere insieme i cocci e dare un senso a questo finale di stagione, ma la prova offerta al “Partenio-Lombardi” non promette nulla di buono perché quel target di gara è esattamente quello che il Benevento troverà nei playoff. Don Gaetano, da persona pragmatica quale è, si è sforzato di provare ad infondere un pizzico di ottimismo all’ambiente, ma allo stesso tempo non ha potuto che ammettere un dato inequivocabile: il suo Benevento è poco adatto a contesti simili dove contano “garra”, spirito di sacrificio e capacità di battagliare su ogni singolo pallone nei “polverosi” campi della terza serie, qualità che non si comprano certo al supermercato e che i giallorossi non hanno mai avuto nel loro repertorio.

Il match perso al “Partenio-Lombardi” è forse il manifesto di quello che è la squadra giallorossa: un gruppo capace, a tratti, di esprimere forse il miglior calcio di tutto il girone, ma che ha delle carenze strutturali alle quali non si è posto rimedio nel mercato di gennaio. In tal senso Auteri, quando la squadra era prima in classifica e viaggiava ad un ritmo spaventoso era stato molto chiaro: “Ora troviamo davanti compagini quasi tutte propositive, da gennaio in poi vedremo un altro tipo di partite”. Tirando le somme, è andata proprio così con il Benevento che non è stato in grado di adattarsi ad un nuovo contesto dove sarebbe stato necessario più porre l’accento sul carattere piuttosto che sulla tecnica. Al “Partenio-Lombardi” l’Avellino nel primo tempo ha sofferto il fraseggio dei giallorossi in quelli che forse sono stati i migliori 45 minuti della Strega da due mesi a questa parte, ma a conti fatti, come spiegato dallo stesso Auteri, il predominio dei sanniti è stato sterile e quando i biancoverdi hanno deciso di vincere la gara lo hanno fatto in maniera fin troppo semplice sfruttando in primis gli errori  degli ospiti. L’assenza, poi, di due-tre calciatori di categoria capaci di tenere botta in condizioni simili ha fatto il resto evidenziando ancora di più quello che probabilmente sarebbe servito nel mercato di gennaio per consentire a questa squadra di giocarsi al meglio le proprie carte nel girone di ritorno.

Ad oggi le prospettive della Strega sono tutt’altro che rosee e nessun segnale va nella direzione di un Benevento capace di fare quello che sarebbe un vero e proprio exploit nei playoff, tenendo anche conto che la truppa giallorossa potrebbe essere costretta a partire da una posizione a dir poco difficile nella griglia degli spareggi. Ma il calcio non è una scienza esatta. Quando tutto va storto, a volte i pianeti si allineano e lo sport più amato e seguito del mondo è capace di regalare imprese straordinarie. “La partita finisce quando arbitro fischia” diceva Boskov: fino a quel secondo il Benevento da qui in avanti avrà l’obbligo di provarci con tutte le sue forze, anche quelle che ritiene di non avere.