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Rania è lucida, serena, sa quello che vuole nella vita e non ha alcun problema psicologico tale, come pure abbiamo sentito, da rendersi necessario un Tso”.

Sono le voci dei professionisti di “Casa sulla Roccia”, struttura di accoglienza di Avellino che da qualche giorno ospita la ragazza che era stata trovata in giro per il capoluogo irpino e lo stretto hinterland e la cui storia è rimbalzata sui canali nazionali anche per il suo passato da popstar.

E’ la dottoressa Maria Rosaria Famoso a spiegare come la priorità per la donna ora è ritrovare la sua libertà nel pieno rispetto della sua autodeterminazione. Precisa come l’accoglienza a Casa sulla Roccia non debba essere vista come legata alla specificità della struttura, “ma soltanto perchè da 40 anni rispondiamo a quasiasi tipo di bisogno sociale ed avendo un posto non abbiamo esitato ad accogliere la ragazza”.

Molto determinate e chiare anche le parole della dottoressa Marisa Lena, Presidente della struttura: “Ho letto tante inesattezze, falsità sulla condizione psichica di Lena, pseudo referti clinici tra l’altro mai trasferiti agli atti dei nostri uffici che si stanno occupando del caso. Rania è serena e felice e non chiede altro di essere lasciat in pace. Siamo in uno Stato di diritto che deve consentire a ciascuno di noi di vivere la propria vita come meglio ritiente. Rania esprime le sue capacità, la sua volontà e se vuole andarsene da Avellino e trovare lavoro altrove e libera di farlo”.

Chiare anche le parole del medico della struttura da 30 anno, il dottor Andrea Caruso che ribadisce come “Rania sia una persone serena e lo scopo comune deve essere quello di rispettare la sua volontà. Un Tso, voglio ricordarlo a chi non è del mestiere, viene fatto in casi estermi quando la persona è pericolosa per se stessa e per la collettività. E non è assolutamente il caso di Rania che è già ben inserita anche tra gli altri ospiti di Casa sulla Roccia”.