Tragedia nel carcere di Avellino. Un 48enne di Montoro è stato trovato morto nella sua cella. E’ stata aperta un’indagine sul tragico decesso. A ritrovare il corpo senza vita dell’uomo sono stati gli agenti della polizia penitenziaria, che hanno immediatamente dato l’allarme. Nonostante il rapido intervento dei sanitari, ogni tentativo di soccorso si è rivelato vano: il cuore dell’uomo aveva già smesso di battere.
“Con il detenuto di 48 anni, tossicodipendente, di origini campane, che ieri si è tolto la vita nel carcere di Avellino, sono tre i suicidi in un solo giorno (dopo Avellino, a Trieste un egiziano di 30 anni e a Genova un italiano di 70 anni); negli ultimi otto giorni sono sei i suicidi (2 a Verona e 1 a Foggia) per un totale di 24 dall’inizio dell’anno. Con questo tremendo trend rischiamo di superare il record dello scorso anno, l’anno più nero con 91 suicidi. Morire in carcere non può essere derubricato ad evento ordinario”.
Lo afferma Aldo Di Giacomo, segretario generale del sindacato della polizia penitenziaria Spp, il quale evidenzia come siano sempre più giovani i detenuti che si tolgono la vita e segnala l’aumento del 40% di suicidi tra detenuti a disagio psichico che non avrebbero dovuto trovarsi in istituti penitenziati e tra i tossicodipendenti che sono un terzo della popolazione carceraria “Come nello scorso anno ci sono carceri – ad esempio Modena, Verona, Napoli Poggioreale, Firenze Sollicciano, Palermo Pagliarelli e Foggia- dove i decessi dei detenuti sono più numerosi e richiedono, insieme a più celeri accertamenti sulle reali cause, azioni, misure ed interventi efficaci”, sostiene ancora il sindacalista, convinto che l’emergenza abbia “superato il punto limite con lo Stato incapace di garantire la vita delle persone che ha in custodia e la vita del personale oggetto di quotidiane”.
Esistono – conclude Di Giacomo – misure alternative che, oltre a prevenire la reiterazione di un reato, favoriscono il reinserimento nella società. Non si tratta di scorciatoie o concessioni buoniste ma di un vero dovere costituzionale. Occorrono però strumenti e finanziamenti mirati ed efficaci, collaborazione degli enti locali e dell’amministrazione penitenziaria”