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La nota di Roberto Montefusco, Segretario provinciale di Sinistra italiana sulle ultime vicende giudiziarie e amministrative sul Comune di Avellino:
 
“Come era purtroppo prevedibile la vicenda politica dell’amministrazione Nargi, ancora prima di cominciare, è già plasticamente e drammaticamente segnata dalle vicende giudiziarie che riguardano l’ex sindaco Festa ed altri esponenti della sua maggioranza.
 
Ciò appare evidente dai fatti, da ciò che si legge negli atti giudiziari, dal contesto che emerge che non può non inquietare ed interrogare una città che pure si è espressa elettoralmente solo poche settimane fa.
Avellino è una città ferita, e di sicuro quella ferita non poteva essere sanata dal passaggio elettorale che, anzi, rischia di amplificare nodi, contraddizioni, problemi. Restituendo una amministrazione che non è nelle condizioni di operare con la serenità e la libertà che sarebbero necessarie.
 
A questo si aggiungono le parole del commissario prefettizio D’Attilio, che davvero nessuno può accusare di preconcetta ostilità verso l’esperienza dell’ultima Giunta della città, secondo il quale “si agiva fuori dalle regole e senza trasparenza” con particolare riferimento alla mancata pubblicazione delle delibere e delle determine, all’assenza di regolamenti per la gestione delle strutture sportive, ma più in generale segnalando gravissime opacità nell’azione amministrativa. Denunce inquietanti, che avrebbero meritato ben altre reazioni ed assunzioni di responsabilità.
 
E’ rispetto a questo quadro che Laura Nargi evoca continuità? E’ possibile avere parole di chiarezza su quanto accaduto? Le parole del Commissario confermano peraltro che accanto alle vicende giudiziarie, che saranno chiarite nelle sedi preposte, restano enormi e gravi questioni politiche.
 
Appare chiaro che nessuna pacificazione può essere immaginata se non in presenza di parole di verità pronunciate davanti alla città. Appare chiaro che non si può immaginare di ricostruire in queste condizioni una normale dialettica maggioranza-opposizione, perchè, piaccia o no, la condizione che attraversa la vita amministrativa della città è straordinaria.
Questa consapevolezza deve animare lo spirito  e la natura dell’opposizione dentro e fuori il Consiglio comunale.
Avere ricostruito un tessuto unitario, un lavoro comune delle forze progressiste della città che si sono ritrovate intorno alla candidatura di Antonio Gengaro è un dato prezioso, che va preservato e coltivato.
Perchè ne ha bisogno la città, perchè altre battaglie ci attendono, a partire da quella contro l’autonomia differenziata.
 
Naturalmente questo non può, non deve impedirci di analizzare limiti, errori, insufficienze, che non possono essere però riassunti dalla formula magica del giorno dopo o, addirittura, essere attribuiti all’aver troppo sfrontatamente sventolato la bandiera della questione morale.
 
Come si può osservare facilmente, quel tema pesa ancora oggi come un macigno sui destini della città, e continuerà a pesare per i prossimi mesi, nei quali le forze democratiche, progressiste di Avellino, avranno il dovere di continuare a ricercare l’alternativa, la strada per condurre la città fuori dalla sua ora più buia.