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Negli ultimi giorni, sui social e sulle varie piattaforme si è diffusa la tendenza ormai nota come Ghibli-mania. Il tutto grazie all’intelligenza artificiale, in breve, chiunque sta trasformando se stesso (o altri immagini) in un personaggio in stile Studio Ghibli. Un vero fenomeno dei giorni nostri, che non solo ha mandato in tilt – sembrerebbe – lo stesso ChatGPT. Lo Studio Ghibli è uno studio cinematografico di film d’animazione giapponese fondato nel 1985 a Tokyo da Hayao Miyazaki, Isao Takahata, Toshio Suzuki e Yasuyoshi Tokuma. La creazione di immagini che richiamano questi universi ha conquistato rapidamente gli utenti di tutto il mondo, rendendo il fenomeno della ghiblificazione un evento globale la cui domanda continua a crescere. I personaggi femminili dei film di Studio Ghibli sono spesso forti, coraggiosi e indipendenti. Rompono gli stereotipi di genere e sfidano le aspettative sociali. 

Il lancio di questo generatore di immagini ha sollevato ancora una volta il dibattito sull’uso da parte dell’AI del lavoro degli artisti senza il loro permesso. Molti autori e creativi hanno accusato OpenAI e altre aziende di addestrare modelli linguistici di grandi dimensioni sulle loro opere senza averne il consenso o fornire alcuna forma di compenso. Non è da meno la provincia di Avellino con le sue bellezze paesaggistiche e culturali, senza dimenticare i personaggi irpini. Dal sindaco Laura Nargi, il cantautore Vinicio Capossela senza dimenticare il tecnico dell’US Avellino 1912, Raffaele Biancolino. Non da meno anche i monumenti in città da Piazza Libertà, la Fontana di Bellerofonte e la super gettonata Torre dell’Orolgio. Senza dimenticare Calitri o le imprese storiche di calcio e basket dal capitano Adriano Lombardi, Nando De Napoli, il commendatore Antonio Sibilia. Insomma una vera è propria moda che può piacere o no.