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La tre giorni napoletana di Ezequiel Lavezzi è stata piena di emozioni e ricordi: mancava dalla sua città da tre anni, dall’esordio in Champions nell’anno dello scudetto contro il Liverpool, salvo poi un rapido passaggio il giorno della festa scudetto contro la Sampdoria, a giugno del 2023. “Sono contento di poter ritornare e di poter sentire l’affetto della gente“. Il Pocho, ha giocato con il Napoli per cinque stagioni: ha vinto una Coppa Italia, il 20 maggio 2012 contro la Juve, poi ha marcato oltre 500 presenze, ed ha segnato oltre 150 gol. Il primo trofeo del nuovo Napoli, che non vinceva da 22 anni: “Sinceramente è stata una festa grandiosa. Dopo tanti anni che la squadra non vinceva, siamo riusciti a vincere una Coppa Italia, che magari non era il campionato, ma la gente aveva bisogno di festeggiare. Davvero, un’emozione incredibile. Ritornare a Napoli e trovare gente che ci aspettava… Io avevo fatto mattina, sono tornato a casa alle 10 di mattina, ero alla stazione centrale… Era bello e divertente“. E poi, la festa a casa di Paolo Cannavaro: “Eravamo un gruppo molto unito, avevamo un buon rapporto tutti. Oltre al campo, eravamo davvero amici“.

Ezequiel Lavezzi negli studi di 3 Tempo Calcio Napoli su TeleVomero; si ringrazia Raffaele Carrella e Giovanni Tajani per l’ospitalità

Lavezzi è stato ospite in esclusiva della trasmissione televisiva “3 Tempo Calcio Napoli“, in onda in diretta mercoledì 2 aprile alle ore 21 su TeleVomero canale 11. Si ringrazia Raffaele Carrella e Giovanni Tajani per l’ospitalità, e la disponibilità ad ospitare Anteprima24 negli studi televisivi.

Ezequiel Lavezzi negli studi di 3 Tempo Calcio Napoli su TeleVomero; si ringrazia Raffaele Carrella e Giovanni Tajani per l’ospitalità

Ogni blocco della trasmissione, era intervallato da domande sul passato e sul presente, ma soprattutto dai tanti saluti dei suoi ex compagni di squadra: German Denis, Emanuele Calaiò, Gennaro Iezzo, Camilo Zuniga, Marek Hamsik ed Edinson Cavani. Sugli ultimi due, Lavezzi ha inevitabilmente parole al miele: “Con Marek parlo spesso. Lui è speciale, è una persona ammirevole. Con i tre tenori ci trovavamo alla grande. Con Edi avevo un rapporto molto speciale. Ci sentiamo, e sempre parliamo di Napoli. Ci tagghiamo su Instagram, e spesso ci ricordiamo dei momenti in cui siamo stati insieme. Sono cose che abbiamo vissuto e che rimarranno sempre. C’è tanto affetto. Lui è stato fra i più forti con cui ho giocato. Nel suo ruolo è fra i più forti. Ho avuto la fortuna di giocare con tanti giocatori forti, sia nel Napoli, che in nazionale. Con l’Argentina, è stato Messi il compagno più bravo: lui è una persona umile, e disponibile“. E, a proposito di buoni rapporti, parla di De Laurentiis: “Col presidente ho un buon rapporto. Adesso che non gioco, abbiamo un buon rapporto (ride). Vengo qui a Napoli per godermi la città, non ho programmi con il presidente per un futuro insieme. Non sto lavorando nel calcio, l’ho fatto per tutta la vita“.

Ezequiel Lavezzi negli studi di 3 Tempo Calcio Napoli su TeleVomero; si ringrazia Raffaele Carrella e Giovanni Tajani per l’ospitalità

Un commento amarcord, sulla presentazione a Castelvolturno insieme a Marek Hamsik, e sulle contestazioni dei tifosi all’esterno del centro sportivo: “Non ho mai visto la televisione e non ho mai letto i giornali. Non sapevo se facevo bene o male, ma vedevo solo me stesso. Avevo scelto Napoli ed avevo desiderio di fare bene. La persona che mi ha contattato è stato Jose Alberti, che aveva contattato il mio procuratore. E poi è intervenuto Pierpaolo Marino“.

Stadio nuovo, stadio vecchio: Lavezzi ha le idee chiare, va’ rifatto il Maradona. Commenta così, il Pocho, le migliorie del Maradona: “Lo stadio è molto cambiato e molto bello. Tutto diverso rispetto a quando giocavo. In meglio, chiaramente“. Aggiunge anche un suo commento sulla partita vinta contro il Milan: “Sono contento che abbiamo vinto col Milan. Ho visto un buon Napoli. Magari non ha una rosa lunga, però comunque gioca un buon campionato. C’è un grande allenatore, che tiene concentrata la squadra fino alla fine. Conte è un allenatore che mi piace. Al primo tempo il Napoli ha giocato bene, il Milan non riusciva ad avere possesso palla. Il Napoli, invece, giocava. Il miracolo del quarto scudetto è fattibile. Conte è una persona che lavora tantissimo. Io personalmente ci credo, non è più un miraggio: è una realtà. Con l’allenatore che c’è, e con questa squadra, è un obiettivo realistico. Lui ha l’esperienza adatta per trarre il massimo dai suoi giocatori“.

Ezequiel Lavezzi negli studi di 3 Tempo Calcio Napoli su TeleVomero; si ringrazia Raffaele Carrella e Giovanni Tajani per l’ospitalità

A proposito di ultima partita, dice la sua su alcuni giocatori del Napoli: “Lukaku è un giocatore esperto, che fa salire la squadra, non sapevo neanche che avesse avuto critiche. Personalmente potevo trovarmi bene. Meret è affidabile, sta facendo bene, non si possono mettere in dubbio le sue qualità. Neres è bravo, gioca sulla linea dei difensori e tecnicamente mi piace, però, non mi somiglia, penso che abbiamo caratteristiche diverse“.

Inevitabilmente, quando si parla dell’Argentina, si pensa automaticamente e giustamente a Maradona. Lavezzi narra di quell’estate all’arrivo in città, e del suo rapporto con Maradona, che aveva conosciuto in un’amichevole di beneficenza a Roma ed, in seguito, in qualita di commissario tecnico della nazionale albiceleste: “Volevo provare a giocare con il Napoli proprio perché c’era stato Diego. Poi non immaginavo che la città mi coinvolgesse così tanto. Ancora oggi, la gente mi da quell’affetto, e mi fa sentire amato. Io cerco di ricambiare: l’amore che la città ha per me, cerco di restituirlo. Anche io amo Napoli. Mi sento al sicuro qui, sto bene. Oggi continuo a ricevere lo stesso amore di quando giocavo qui, come se non fossi mai andato via. L’amore non è un difetto“.

Noi avevamo un buonissimo rapporto – dice Lavezzi su MaradonaLui aveva l’abitudine di farmi contattare da qualche amico per chiedermi se mi poteva telefonare. Io ho sempre detto di sì. Mi diceva che gli dispiaceva avermi lasciato fuori ai mondiali, però io gli dicevo che lui era l’allenatore e che doveva prendere le sue decisioni. Mi ha dato molti consigli, e sono cose che tengo per me, che mi ha fatto molto bene soprattutto dal lato umano”.

Ezequiel Lavezzi negli studi di 3 Tempo Calcio Napoli su TeleVomero; si ringrazia Raffaele Carrella e Giovanni Tajani per l’ospitalità

Nei cinque anni con la maglia del Napoli, la squadra azzurra è stata molto vicina a vincere il tricolore. Lavezzi parla non solo di quando è stato a Napoli nel 2023, ma anche quando era andato vicino a vincere il tricolore: “Quando abbiamo vinto lo scudetto ero emozionatissimo. L’ultimo anno ci credevo allo scudetto, prima di andare via. Siamo arrivati ad un passo dalla vetta. Quell’anno, avevamo fatto un campionato molto bello“. Ancora, un commento su uno dei gol più emozionanti: “Il gol al Cagliari è stata un’emozione speciale. C’era tanta tensione. Segnare all’ultimo minuto, dopo che perdono palla, e poi il pallone arriva a noi. Quando Edi mi da la palla, un po’ lunga, avevo ai crampi quando ho calciato“.

Poi, un commento su Kvaratskhelia a Parigi, e sul periodo in Cina: “Si deve chiedere a lui se si trova bene. Si dovrebbe capire come si trovava qui a Napoli. Può essere che voleva cambiare, magari che aveva voglia di fare esperienza in un altro campionato. Ci sono diversi fattori che possono determinare questa decisione“.

In realtà giocare in Cina era molto difficile. Potevi giocare con tre stranieri. Ed ogni cosa dovevi provare e riprovare per andare bene. La realtà era completamente diversa di come pensavo. Situazioni culturali completamente diverse. Sono stato benissimo, il calcio mi è piaciuto“.

Ezequiel Lavezzi negli studi di 3 Tempo Calcio Napoli su TeleVomero; si ringrazia Raffaele Carrella e Giovanni Tajani per l’ospitalità

Infine, Lavezzi parla di sé nel presente: non lavora nel mondo del calcio, ma si dedica attivamente alla sua fondazione a Villa Gobernador Galvez, sua città natale. “Il mio è un quartiere molto povero, e noi aiutiamo i ragazzi a crescere, a mangiare, a fare attività che non li fanno stare in strada. Sono quindici anni che ho questa fondazione. Io trasferisco quello che ho dentro, non c’entra con quello che ho guadagnato in Europa. Ho imparato tanto, in quegli anni fra Napoli e Parigi. La ricchezza che posso dare a loro, è solo l’esempio che sono. Che, un tempo, io ero come questi ragazzi“. Lavezzi nel 2009 ha fondato l’associazione benefica Ansur, Si occupa di formazione e inserimento sociale, Ospita circa 40 bambini.