Le province che richiedono il maggiore sforzo per affittare una casa sono Rimini e Belluno, con il 60% del reddito familiare destinato all’affitto. Seguono Milano (45%), Aosta (43%) e Firenze (42%). Oltre il 30% si trovano anche Imperia (38%), Como (37%), Lucca e Roma (35% ciascuna), Napoli e Bolzano (34% ciascuna). Al di sopra della media nazionale, si collocano inoltre Cagliari (33%), Bologna e Savona (32% ciascuna), e Venezia, Brindisi e Oristano (31% ciascuna). Per quanto riguarda l’acquisto cinque capoluoghi hanno un tasso di sforzo superiore al 30% raccomandato dagli esperti: Venezia (37%), Bolzano (35%), Milano (33%), Rimini e Napoli (32% ciascuna). Firenze si attesta al 30%, mentre sotto questa soglia si trovano città come Verbania (29%), Roma (27%), Trento (26%) e Bologna (25%), insieme a Massa e Pesaro. Il tasso di sforzo più basso si registra a Biella (6%). Secondo Vincenzo De Tommaso, responsabile dell’Ufficio studi di idealista, “i mercati delle compravendite e degli affitti sono strettamente legati. Entrambi hanno vissuto un periodo di stagnazione, causato dall’aumento dei tassi d’interesse e dall’aumento dei canoni di affitto”. Così, “molti inquilini, di fronte a condizioni sfavorevoli per l’acquisto, hanno preferito rimanere nelle abitazioni in affitto in attesa di condizioni migliori, bloccando così la normale circolazione dell’offerta immobiliare. Tuttavia, la recente riduzione dei tassi da parte della Bce ha dato nuova spinta al mercato delle compravendite, riducendo lo sforzo economico per acquistare casa. Ci aspettiamo che questo cambiamento, insieme all’aumento dell’offerta di abitazioni in affitto, già visibile negli ultimi mesi, contribuisca a frenare l’aumento dei canoni”.
Nel 2024 affitti di casa più cari, cala sforzo per acquisto

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