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“Anche se Sua Eccellenza, la riterrà una vicenda tra privati,
essendo molto in pena per la nostra incolumità e soprattutto per quella dei nostri figli, confidiamo in un suo intervento.
Il palazzo in cui abitiamo è stato costruito negli anni Sessanta, si sviluppa su sei piani, e già sono molto marcati i segni del tempo. Distiamo solo qualche centinaio di metri dalla coeva scuola Federico Torre che, di soli tre piani, a breve verrà abbattuta per rischio sismico”. Inizia così la lettera che la portavoce del Comitato condominio Nazzaro, Luigia Donatiello, ha inviato al Prefetto di Benevento.
“Sull’attuale solaio di copertura del fabbricato – scrive – insistono due strutture grezze, aperte sui quattro lati, senza massetto, di 150 metri l’una, che finora ritenevamo essere mere tettoie (abusive), ma che prestissimo verranno trasformate, in base ad un scia, in quattro appartamenti. E questo ciò che abbiamo appreso il 29 novembre dal neo-proprietario/ditta costruttrice Prisma group s.r.l.s. in una riunione informale indetta d’urgenza su pressione dei condomini, dopo che qualche giorno prima, il 26 novembre 2024, senza alcuna preventiva comunicazione, né tanto meno autorizzazione, era comparso un montacarichi nell’androne del palazzo, determinando contestualmente, nello stesso giorno del suo posizionamento, la caduta di calcinacci e vetri nel sottostante garage.
Da visure catastali scopriamo che i quattro appartamenti, ancora da realizzarsi, risultano al
catasto già ultimati l’11 e 12 novembre 2024: uno di questi trasformato in ufficio e, finanche venduto da Prisma Group a tale ditta Blue steel s.r.l..
La sera di domenica 8 dicembre 2024 ventuno condòmini/famiglie sottoscrivono ed inviano a Vigilanza edilizia, sindaco di Benevento, Polizia Municipale, Genio Civile e Agenzia delle entrate una pec in cui si chiede 1) l’accesso agli atti 2) l’intervento ispettivo e di vigilanza.
Immediatamente dopo la richiesta dei documenti e di intervento ispettivo, viene rimosso dalla ditta costruttrice il montacarichi (09 dicembre 2024).
A distanza di oltre cinquanta giorni dalla richiesta di accesso agli atti, l’ufficio urbanistica, ci
chiede una integrazione documentale: oltre alle nostre dichiarazioni sottoscritte con firma autografa e ai nostri documenti, vuole che comproviamo la nostra “qualifica” di condòmini/inquilini, mentre in ragioni di altri provvedimenti domani verrà allestito un cantiere per portare i materiali edili dalla strada fino in cima al tetto.
Noi condòmini siamo avviliti perché nessuno ci ha fornito garanzia dal punto di vista statico: non siamo ancora in grado di sapere se tali costruzioni, ad un settimo piano in zona sismica 1, impatteranno sulla assetto statico dell’edificio e/o ci esporranno ad un maggior rischio in caso di eventi sismici: non abbiamo potuto prendere visione di alcun documento inerente ai calcoli sismici.
Memori della strage di Viale Giotto (Foggia, 2023), Le chiediamo con apprensione di non sottovalutare il nostro grido di allarme e di voler esercitare i suoi poteri per aiutarci ad ottenere chiarimenti e rassicurazioni”.